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Energy Manager

energy managerENERGY MANAGER: Entro il 30 aprile 2012 le aziende grandi consumatrici di energia devono provvedere alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.

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In Italia la figura del “Responsabile per la Conservazione e l’Uso Razionale dell’Energia” (o “Energy Manager”) è stata introdotta per la prima volta con la Legge n. 10/91, art. 19.
La nomina di un Energy Manager è obbligatoria per tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel settore industriale, civile, dei trasporti e del terziario e che abbiano superato le soglie di consumo annuale che sono state stabilite dalla Legge n. 10/91.
Tali soglie corrispondono rispettivamente a:

  • nel settore industriale: 10.000 tep
  • nei settori civile, terziario e dei trasporti: 1.000 tep

Tra le varie mansioni che sono di sua competenza vi sono l’individuazione delle caratteristiche energetiche, il monitoraggio dell’andamento dei consumi, il calcolo del Bilancio Energetico, la definizione sia di proposte per interventi di risparmio energetico, sia di procedure per promuovere una più efficace e razionale utilizzazione dell’energia.
In quest’ottica, nell’attività dell’Energy Manager hanno un ruolo centrale da un lato la promozione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili od ad esse assimilate (ad es. il fotovoltaico o impianti di cogenerazione), dall’altro la definizione di linee guida per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e sulle nuove strutture da realizzare, al fine di garantire un risparmio sui consumi energetici attuali e futuri.

Il ruolo del responsabile è stato inoltre ampliato da alcuni provvedimenti:
• il D.Lgs. 192/2005 prevede per i responsabili pubblici un ruolo di attestazione delle relazioni sugli edifici presentate ai sensi della Legge 10/1991;
• il D.M. 21 dicembre 2007 dà ai soggetti obbligati che hanno provveduto alla nomina del responsabile la possibilità di presentare direttamente progetti per l’ottenimento dei certificati bianchi;
• il D.Lgs. 115/2008 prevede che il responsabile assuma il ruolo di controparte nell’ambito dei contratti collegati ai servizi energetici nel settore pubblico.

Come valutare i consumi ai fini della nomina

La valutazione dei consumi va riferita all’energia consumata per la produzione di beni o per la prestazione di servizi (trasporto di persone o merci, illuminazione e climatizzazione), indipendentemente dal fatto che detti beni e servizi vengano utilizzati in proprio o destinati a terzi.
Fra i consumi sono da includere anche i prelievi di fonti da propri giacimenti (geotermia, gas naturale, etc) e da risorse rinnovabili (energia solare, eolica ed idraulica, biomasse, etc).

I consumi di energia fanno riferimento ai vettori energetici finali (benzina, elettricità, gasolio), generalmente misurati in tonnellate (t), litri (l), metri cubi (Nm3) o kWh. Essi vanno espressi, però, in consumi di fonti primarie (tenendo così conto della catena di trasformazione) in modo da poter sommare organicamente le tonnellate equivalenti di petrolio (tep) delle varie fonti.

La Circolare MICA del 2 marzo 1992, n. 219/F riporta le modalità di conversione, in base alle quali è stata preparata la tabella riassuntiva seguente (i valori in essa contenuti vanno usati qualora non siano noti dati precisi sui poteri calorifici dei combustibili utilizzati).

Qualora il combustibile adoperato non rientri fra le voci in tabella (es. biodiesel, GECAM, etc), il valore del potere calorifico inferiore va richiesto al fornitore.

L´AEEG ha aggiornato nel 2008 il fattore di conversione dei kWh elettrici in tep da utilizzare nei calcoli per l’ottenimento dei titoli di efficienza energetica. Il coefficiente scelto, pari a 0,187 tep/MWh, non rappresenta l’attuale situazione, ma tiene conto dell’evoluzione in corso ed è legato agli esiti del mercato dei certificati bianchi. In attesa che il Ministero dello Sviluppo Economico aggiorni i valori dei coefficienti di conversione delle tabelle, si consiglia di utilizzare il valore
fissato nel 1992.

Per le fonti rinnovabili si adottano i criteri di conversione validi per l’energia elettrica, qualora sia prodotto e consumato tale vettore (es. fotovoltaico, idraulico, eolico), o quelle della formula valida per i fluidi termovettori, se il vettore prodotto e consumato è energia termica (es. solare termico o geotermia per usi termici).

Vediamo un esempio:

Si riporta infine un semplice esempio di conversione per aiutare anche i non addetti ai lavori ad eseguire la conversione. Ipotizziamo una struttura del terziario caratterizzata dai seguenti consumi annui di combustibili e vettori energetici disseminati fra le diverse sedi:
• gas naturale 1.050.000 m3;
• elettricità in MT 1.750.000 kWh;
• elettricità in BT 960.000 kWh;
• benzina per automobili di servizio della società 3.000 litri.
La conversione in tep, considerando le tabelle sopra riportate, fornisce i valori seguenti:
• gas naturale 1.050.000/1.000×0,82= 861 tep;
• elettricità in MT 1.750.000/1.000×0,23= 402 tep;
• elettricità in BT 960.000/1.000×0,25= 240 tep;
• benzina per automobili di servizio della società 3.000×0,734/1.000×1,20= 3 tep.
Ossia 1.506 tep in totale che comporterebbero l’obbligo alla nomina.

Come e quando effettuare la comunicazione

Le nomine dei Responsabili devono essere reiterate ogni anno e comunicate al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato a mezzo raccomandata R/R. Il periodo utile per inviare la comunicazione decorre dal 1 marzo al termine della scadenza, fissata al 30 aprile di ogni anno.

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